Giulia Ballestri e Matteo Cagnoni rappresentavano lo stereotipo della famiglia borghese. Lui un prestigioso dottore di buona famiglia, lei la moglie perfetta. Il 16 settembre 2016 questo quadro veniva brutalmente frantumato dalle bastonate letali che Cagnoni infliggeva a Giulia.
Giulia Ballestri era una donna solare, altruista, dedita al lavoro nell’azienda di famiglia e pronta a costruirsi un futuro da assoluta protagonista. Le sorti della giovane ravennate cambiarono drasticamente un giorno di fine anni ’90, quando attorno alla vita di Giulia si strinsero le mani di Matteo Cagnoni.
Prestigio, borghesia, famiglia
Il nome “Cagnoni” a Ravenna rimanda ad una rispettata famiglia borghese in cui Matteo ricopre un ruolo pressoché marginale. La sua professione di dermatologo risulta quasi degradante se comparata al prestigio dei suoi consanguinei e non basta avere una clientela di vip per rendere Matteo degno di portare il suo cognome, agli occhi della famiglia.
Giulia incontra Matteo nello studio medico di lui. Nonostante tra i due ci fossero oltre 12 anni di differenza, i due si frequentano fino al fidanzamento e alle successive nozze, che diventano la vetrina perfetta per l’ego di Cagnoni ma una gabbia dalle sbarre sempre più fitte per Giulia.
Un matrimonio soffocante ed infelice
Il matrimonio tra i due non è specchio dell’amore. Giulia si vede infatti costretta sempre di più a scomparire dietro le mura di casa, perdendo man mano il sorriso e la solarità che da sempre la contraddistinguevano. Cagnoni aveva fatto di lei un mero trofeo da mostrare nelle diverse occasioni mondane a cui la coppia si prestava. Il marito non perdeva mai occasione per sminuire Giulia, accusandola di mettere in cattiva luce l’immagine della prestigiosa famiglia di Matteo, colpevolizzandola per non essere come voleva lui.
La forza di Giulia davanti alle violenze del marito è stata nel non permettergli di privarle la libertà di esistere. Giulia riesce a costruirsi piccoli momenti di evasione dopo aver ritrovato Stefano Bezzi, una vecchia conoscenza della donna con cui instaura un’intensa, ma purtroppo breve, relazione. Per Giulia, incontrare Stefano significa allontanarsi sempre di più dal suo matrimonio infelice e costruirsi un futuro in cui poteva ritronare ad essere protagonista. Ancora una volta, però, come quando si erano conosciuti per la prima volta, a tarpare le ali di Giulia è nuovamente Cagnoni.
Il borghese dalle mani di sangue
Il marito riesce infatti a scoprie la relazione di Giulia e Stefano. Davanti alla richiesta di divorzio della donna, vede sgretolarsi quel mondo perfetto che si era costruito e di cui era il solo protagonista. Nell’estate del 2016 Matteo Cagnoni sta già premeditando l’ultimo atto di Giulia, spinto da un ego ormai ferito e dalla repulsione nell’accettare che Giulia avesse scelto di allontanarsi da lui per essere felice.
La mattina del 16 settembre 2016, Giulia Ballestri fa colazione per l’ultima volta e si reca nella Villa, detta “degli Spiriti”, di proprietà della famiglia Cagnoni e caduta negli anni in uno stato di incuria e abbandono. La vita di Giulia viene brutalmente spezzata da Matteo Cagnoni nella cantina di quella villa a seguito di violente colluttazioni in cui Giulia ha provato a resistere sino all’ultimo, senza però riuscirci.
L’ultimo atto di Matteo Cagnoni
Le indagini virano subito su Cagnoni, complice anche un’evidente fuga dal teatro del crimine. Dal momento del fermo, Cagnoni inizia una ben studiata strategia per salvaguardare l’unica cosa a cui è effettivamente legato: la propria immagine. All’uomo non interessa delle atrocità compiute contro Giulia, teme unicamente le illazioni, le voci che gireranno sul suo conto, sul dermatologo dei vip che si è sporcato le mani di sangue.
Il processo diventerà l’ultimo atto di un uomo innamorato di sé stesso a tal punto da essere disposto a tutto pur di non vedere eclissata la propria immagine. Matteo Cagnoni cercherà di rubare la scena anche davanti alle sentenze che, una dietro l’altra, lo ritengono il solo colpevole del femminicidio di Giulia Ballestri. A fare da protagonista, però, non sarà Cagnoni, ma la scelta del Comune di Ravenna di schierarsi dalla parte di Giulia, difendendo fino all’ultimo il suo diritto ad essere libera.
a cura di
Luca Chieti
Questo articolo è dedicato a Giulia Ballestri, che il tuo sacrificio per la libertà non sia vano.
