Incendi, alluvioni e mareggiate sono ormai la quotidianità in molte zone del mondo. Il sempre più discusso e, al tempo stesso, ignorato, cambiamento climatico sta lentamente distruggendo il mondo che abbiamo costruito. Davanti alla forza della natura che rivendica la propria casa, cosa possiamo fare?
Nero come il mare di Charlotte McConaghy, edito Fazi Editore, è un thriller che ti lascia con il fiato sospeso sia per i colpi di scena sia per i paesaggi spettacolari. È un libro che parla della natura che rivendica i propri spazi dopo anni di privazioni e di costrizioni, di scelte difficili ma necessarie e di amore.
L’isola di Shearwater
Il romanzo di Charlotte McConaghy racconta la storia della famiglia Salt, che vive e lavora sull’immaginaria isola di Shearwater, non lontano dall’Antartide, in cui è presente la banca mondiale dei semi. Il padre di famiglia, Dominic, ha l’incarico di catalogare e selezionare i semi da portare in salvo. L’isola e il suo tesoro, infatti, rischiano di scomparire per sempre a causa dell’innalzamento del livello del mare.
A pochi mesi dalla data di partenza dall’isola, la famiglia, già segnata da diverse catastrofi, tra cui la morte della madre dei ragazzi, si trova ad affrontare una nuova sfida: l’arrivo di un’estranea sull’isola. Rowan, salvata quasi in fin di vita dalle onde del mare che la stavano trascinando al largo, è partita dall’Australia alla ricerca di suo marito, coordinatore della banca dei semi.
Quello che Rowan troverà al suo arrivo sull’isola non è quello che si sarebbe aspettata da quel posto magnifico, un rifugio naturale che sta scomparendo sotto la rabbia del mare, sempre più desideroso di riprendersi i suoi spazi. Cinica e pessimista, Rowan ha già visto la sua casa australiana cedere sotto le fiamme di un incendio che ha portato devastazione e morte nella sua vita.
Le verità che Rowan scoprirà su suo marito, sull’isola, sull’enigmatica famiglia Salt e, in particolare, su Dominic, cambieranno la sua prospettiva?
L’innalzamento del livello del mare
Tra il 1901 e il 2018, il livello del mare è aumentato di circa 20 centimetri l’anno. Le principali cause di questo fenomeno sono l’innalzamento della temperatura dell’acqua e il conseguente scioglimento dei ghiacciai. Sebbene possa sembrare irrisorio, l’aumento del livello del mare rischia di provocare numerosi danni, tra cui la scomparsa di alcune isole e zone abitate, la grave perdita della biodiversità marittima e lo sbiancamento delle vitali barriere coralline.
Tra tutti gli effetti del cambiamento climatico, l’innalzamento dei mari è tra i più gravi. Basti pensare che durante uragani, piogge intense e mareggiate l’acqua partirà da un livello più alto e avrà quindi una forza di distruzione sempre maggiore. Secondo un’analisi del The Future We Don’t Want, se le emissioni non diminuiscono, è possibile che entro il 2050 circa 800 milioni di persone si troveranno a rischio a causa dell’innalzamento del livello del mare.
Gli incendi boschivi
Chiamati “megafire”, gli incendi boschivi che stanno devastando l’Europa anche nel 2026 hanno già percorso 435.000 ettari di terra, di cui 70.000 solo nel nostro Paese. Non sono semplici incendi. L’ambiente sempre più secco, infatti, crea una buona base di materiale vegetale combustibile, permettendo alle fiamme di essere sempre più forti, veloci e alte e rendendo sempre più complicato l’intervento dei vigili del fuoco.
Le temperature sempre più elevante e la prolungata assenza di pioggia creano terreno fertile per le fiamme, rendendo più estese e più numerose le aree potenzialmente incediabili. Non aiuta la presenza di vento caldo che spinge la fiamma verso le piante vicine, estendendo sempre di più la portata dell’incendio. Molti incendi, inoltre, sono in grado di crearsi vento autonomamente, generando un firestorm, vento di fuoco, con il quale l’incendio si autoalimenta.

Gli effetti degli incendi non sono dannosi solo per flora e fauna, ma anche per l’uomo stesso. Una prolungata combustione può peggiorare la qualità dell’aria sia per la presenza di fumo sia per l’aumento di anidride carbonica rilasciata nell’aria. Le fiamme, inoltre, mettono a serio rischio numerose attività agricole e aumentano i rischi idrogeologici.
Nero come il mare si nasconde dietro numerosi drammi familiari e personali per ricordarci che nulla possiamo davanti alla forza della natura e che il cambiamento climatico è un problema reale che non possiamo più ignorare. Tra alluvioni, incendi, ondate di calore intense e scioglimento dei ghiacciai, è evidente come il nostro pianeta ci stia lanciando un segnale di allarme e nemmeno troppo velatamente. Misure di contenimento dei rischi legati al cambiamento climatico dovrebbero ormai essere al centro dell’agenda politica di tutte le potenze mondiali. È necessario agire e farlo subito, è già “troppo tardi”.
a cura di
Giulia Focaccia
