Sonno fermo, sognare in movimento
Colui che ha codificato il concetto di orrore cosmico fu un grande esploratore del Regno Orfico, “Oltre il muro del sonno” è il titolo del suo romanzo che più di ogni altro centra questo tema, Howard Philip Lovecrat è il suo nome, tanto evocativo e oscuro quanto irriducibilmente vero.
In questo articolo proveremo a capire le caratteristiche dei sogni, i loro eventuali significati, la capacità di manipolarli o rendersi auto coscienti all’interno di essi e come possono, e se possono, interagire con la veglia viaggiando attraverso i millenni mantenendo un’unica costante, ma la coscienza non dorme mai?
Fin dai tempi più antichi quasi tutte le civiltà in espansione, ma anche gruppi umani più contenuti, hanno elaborato la propria cultura del sonno che ha spesso lasciato perplessi antropologi e ricercatori di ogni sorta poiché al mutare dei dogmi e della prospettiva cambia inevitabilmente anche la percezione, che sia del reale o dell’immaginario, e la comprensione della mente e degli usi di quei popoli la cui cultura si è assimilata a quella di chi è venuto dopo.
Lo sguardo sul passato remoto
Gli aborigeni australiani che sono rimasti legati con lo spirito del proprio popolo possiedono tutt’ora l’idea atemporale che coincide con ciò che viene chiamato Tempo del Sogno, una dimensione astratta ed eterna che fonde la creazione della terra al presente e regola le leggi della natura e delle relazioni tra le persone. Si stima, ma probabilmente è anche più antica, che questa forma pensiero si sia sviluppata oltre cinquantamila anni fa e resta tutt’oggi la più antica tradizione onirico-culturale di cui si sia riusciti a tracciare una forma relativamente comprensibile anche per l’uomo moderno.
Un poco più vicino nel tempo, ma quasi sicuramente più lontano nella comprensione, vi è il Sognare Tolteco che avrebbe circa diecimila anni e consiste in numerose e complesse pratiche sciamaniche capaci di guidarti nei sogni mantenendoti lucido, influenzare la realtà materiale e sviluppare doti rigenerative e guaritrici.
Nel vicino oriente antico, tra i 3200 e i 2100 anni fa, venivano composti i primi poemi sumeri e nel più famoso e corposo di essi, l’Epopea di Gilgamesh, i sogni hanno un ruolo centrale per il protagonista, il re gigante Gilgamesh, che ha strane premonizioni catastrofiche notturne mentre marcia per andare ad affrontare la terribile creatura Humbaba e prima ancora nella narrazione predice l’arrivo di quello che sarà il suo più caro amico e compagno d’armi, il possente uomo selvaggio Enkidu.
Certamente affini a queste dottrine possono sembrare anche le visioni dei cosiddetti Yoga del Sogno e Yoga del Sonno, pratiche tibetane riprese anche nel conosciutissimo Libro dei morti tibetano, dove la prima indirizza anch’essa nel sogno lucido e la seconda permette di rimanere vigili anche durante la fase di sonno profondo.
La visione classica
Spostandoci più vicini a noi, sia cronicamente che culturalmente, vediamo come 2300 anni fa Aristotele stila un saggio chiamato Parva naturalia dove all’interno troviamo brevi trattati detti De insomniis, sui sogni, in cui inizia a delineare in maniera scientifica le peculiarità dei sogni. Cerca di determinare se riguardano la facoltà del pensiero o quella della percezione sensoriale, considera le circostanze del sonno e il funzionamento degli organi di senso e spiega secondo la sua esperienza e i suoi ragionamenti da cosa e come sono causati i sogni.
Nel mondo romano la pratica divinatoria, chiamata oniromanzia, era appannaggio delle classi sacerdotali per quanto riguarda l’interpretazione specifica e alcune terapie sacre ad essa connesse, come ad esempio l’incubazione di Esculapio che appariva in sogno consigliando quale cura era più indicata per una data malattia. Come abbiamo appurato la spiegazione dei sogni più criptici avveniva prevalentemente e presumibilmente nei templi degli dei, ma era frequente che le divinità apparissero in sogno ai fedeli e in pieno stile pagano avessero un rapporto diretto e molto personale con loro, creando così connessioni molto strette tra le due dimensioni della vita.
La visione biblica
Per quanto riguarda la visione biblica anche nell’Antico Testamento i sogni vengono riconosciuti come mezzo di rivelazione, ma fa una netta distinzione, anche se non è assolutamente semplice tracciare una linea sicura tra la verità rivelata e le pratiche proibite dalla legge mosaica come la divinazione o la magia. Per fare alcuni esempi l’episodio della scala di Giacobbe in Genesi 28-10, i sogni premonitori di Giuseppe in Genesi 37-1 e, secondo alcune interpretazioni, la Visione di Ezechiele sarebbero rivelazioni genuine mentre pratiche come divinazione e astrologia, Deuteronomio 18-20 e Levitico 19-26, o presagi e superstizioni, 2 Re 21-6 e Levitico 19-26, sono da considerarsi illegali e condannabili. Le descrizioni bibliche, soprattutto di Ezechiele, sono sorprendentemente simili a diverse anomalie registrate con i telescopi della NASA e di altra agenzie spaziali.
La visione medievale
Una parte non particolarmente consistente, ma pur sempre presente, della visione biblica del mondo del sonno finirà per essere inevitabilmente inglobata anche nelle versioni medievali che si svilupperanno nell’Europa Cristiana. I filosofi medievali, influenzati sicuramente molto di più da Sant’Agostino e Macrobio che dagli autori veterotestamentari, distinguevano tra i sogni rivelatori, divini o profetici nei quali Dio o gli angeli concedevano verità supreme e i sogni ingannevoli dove alcuni erano causati da affanni quotidiani ed altri, più oscuri, richiedevano un’interpretazione simbolica. Gli scolastici, a partire dal XIII secolo, definirono il sogno come un’attività dell’immaginazione che continua anche quando le facoltà razionali si assopiscono e l’anima, che in quel momento è libera dal controllo del corpo sveglio, elabora le tracce lasciate dalle percezioni sensoriali e in alcuni casi viene influenzata sia dagli umori corporali che da influssi spirituali e divini.
La visione moderna
Se per quanto riguarda il Rinascimento il modus operandi di sognare non ha avuto cambiamenti particolari con i secoli precedenti, essendo crepuscolo e prodotto del Medioevo stesso, l’interpretazione rimane sostanzialmente la stessa, ma arricchita dalla riscoperta del classici greci. Non si può in alcun modo affermare lo stesso per quanta riguarda l’Ottocento. Il periodo storico di questo secolo è noto per avere paradigmi incredibilmente differenti, durante l’era d’oro della scienza si sono avute due ben distinte visioni sulla natura dei sogni.
La prima legata alla visione romantica, che constatava come il sognatore potesse raggiungere una realtà alternativa e superiore in cui sperimentare l’assurdo e aumentare la creatività, non a caso fu terreno fertile per letterati e poeti. La seconda invece tentava una ricostruzione decisamente più empirica, dove attraverso l’osservazione e l’induzione sperimentale si cercava di creare una psicologia basata sui fatti materiali, fu attraverso questa visione che Sigmund Freud elaborò la sua famosa teoria, secondo la quale i sogni non sarebbero altro che desideri rimossi legati all’inconscio e a conflitti interiori.
Il novecento
Gettando uno sguardo sul ventesimo secolo la questione del sogno si fa decisamente più intricata, sia per quanto riguarda il numero che per quanto riguarda la radice delle fonti dalle quali attingere per sviscerare un’idea specifica su quale visione ha maggiormente attecchito nella società. Sebbene la maggioranza delle persone, almeno nel momento in cui scrivo nel giugno 2026, ha un’idea froidiana e materialista delle avventure notturne, la stessa cosa non può essere affermata per gli innumerevoli sotto gruppi umani dove la versione scientifica ufficiale della realtà non ha ottenuto lo stesso seguito positivo della società civile occidentale generale.
Certamente non è il caso delle varie congregazioni cristiane o della massoneria, dove tra i fedeli nel primo caso e tra gli adepti nel secondo, si possono avere visioni considerevolmente differenti tra loro. Non si può fare lo stesso discorso invece se si analizzano i principi di movimenti settari più contenuti dove, sebbene differiscano tra tipi di culti, non è altrettanto vero per gli aderenti ad ognuno di essi.
Programmi militari ed esperimenti scientifici
Una nota da tenere assolutamente in considerazione sono i programmi militari avviati dagli Stati Uniti d’America nel corso della Guerra Fredda oggi consultabili grazie alla normativa F.O.I.A. sulla trasparenza. Tra i vari progetti sviluppati i due più importanti e famosi sono sicuramente l’MK Ultra, dove si tentava il controllo mentale su cavie inconsapevoli attraverso la somministrazione di LSD e l’utilizzo di onde gamma, e il Project Gateway dove si sperimentava scientificamente il viaggio astrale, la visione remota e l’uso della mente come arma e come raccoglitore di informazioni classificate attraverso una sequenza di azioni causa-effetto facilitate dall’infrastruttura tecnologica dei militari.
Nel 2024 alcuni scienziati sono riusciti a dimostrare la possibilità di scambiarsi messaggi tramite sogni lucidi usando sensori tecnologicamente avanzati, sviluppati da una startup californiana, confermando così la possibilità di interferire dall’esterno all’interno del sogno e di interagire dall’interno del sogno all’esterno della veglia.
Conclusione: il sogno come meta-fisica della coscienza
Nei confini sfumati tra veglia e sonno, tra memoria collettiva e esperienza intima, l’umanità ha sempre cercato di dare ordine e voce al mondo onirico. Dalle antiche cronache della terra aborigena al Sognare Tolteco , fino agli scritti sumeri che hanno fatto tremare i margini della realtà, i sogni non sono solo fughe notturne o mere mappe mentali, ma anche strumenti di trasformazione, specchi in cui si riflette la storia stessa dell’uomo e, forse, vere e proprie dimensioni parallele e/o spirituali.
Ciò che emerge da questa corto circuito tra mito e scienza è la consapevolezza che il sogno non è un nulla svanito al risveglio, ma una modalità con cui la coscienza fragile e curiosa prova a dialogare con ciò che la realtà non può sempre spiegare. Se la veglia ci domanda chi siamo, il sogno ci offre una strada per capire come potremmo diventarlo: più flessibili, più vigili, più aperti alla possibilità di cambiare il corso delle cose.
In un mondo in cui l’unità tra tecnologia e desiderio umano si fa sempre più serrata, l’esplorazione delle profondità oniriche resta una bussola d’oro: non per sfuggire alla realtà, ma per saperla decifrare da angolazioni diverse. E se i popoli antichi ci hanno insegnato qualcosa, è questo: che la soglia tra sonno e veglia non è una fine, ma un varco. Un varco che invita a leggere la propria mente come una terra da esplorare, con la curiosità di chi sa che ogni sogno può aprire una porta sulla realtà che verrà.
a cura di
Samuele Baldinini
