Quando ci troviamo a sopravvalutare l’attenzione e il giudizio che gli altri riservano a noi stiamo mettendo in atto un bias cognitivo: l’effetto spotlight
L’effetto spotlight (effetto riflettore) è una tipologia di bias cognitivo che porta chi lo attua a riservare troppa importanza a come gli altri percepiscono le sue azioni, il suo aspetto e, più ingenerale, la sua vita.
Questo comportamento sottolinea come noi esseri umani non siamo razionali, ma siamo invece molto influenzati dalla nostra immaginazione e dal nostro pensiero che spesso ci fanno percepire la realtà diversa da com’è realmente.
L’effetto riflettore è causato dalla concomitanza di scarsa autostima e del sentirsi al centro dell’universo. Esso si può definire come l’essere costantemente socialmente esposti.
Al centro del mondo
Essendo l’essere umano il primo a giudicare sé stesso, pensa che gli altri attuino lo stesso meccanismo verso di lui, nonostante la maggioranza delle volte non sia così. È noto infatti che molto spesso la percezione del sé e la percezione altrui sono dissimili.
L’effetto spotlight nasce dal presupposto che ognuno di noi vive le proprie emozioni al massimo della percezione ed è convinto, in quanto non conosce un altro punto di vista, che gli altri facciano lo stesso. In realtà, ogni persona è concentrata su sé stessa e spesso non si accorge di cosa fanno e come sono le persone che la circondano.
Secondo gli esperti questo effetto viene generato da un processo di ancoraggio-e-aggiustamento e si origina da un bias egocentrico che porta ad attribuire un’eccessiva importanza alle proprie azioni, poiché essendo l’essere umano al centro del proprio mondo tende a sentirsi anche al centro del mondo altrui.
Realismo ingenuo e illusione della trasparenza
Legati all’effetto spotlight si hanno altri due fenomeni. Il realismo ingenuo, la percezione che vi sia una perfetta coincidenza tra il mondo percepito e il modo reale; e l’illusione della trasparenza con la quale si sopravvaluta la capacità delle persone di percepire le nostre emozioni e i nostri pensieri per come sono.
Il realismo ingenuo e l’illusione della trasparenza sono due meccanismi che affiancano e seguono l’effetto riflettore, ampliandolo e sostenendolo. Essi spiegano e validano il meccanismo spotlight spingendo l’individuo che lo attua a sentirsi sotto continua osservazione e giudizio da parte del modo esterno.
Eliminare l’occhio osservatore
È importante conoscere questa tipologia di meccanismo così da poterla riconoscere e governare. Sapere che non siamo in continua osservazione, sotto continuo giudizio da parte degli altri, e riconoscere che quell’occhio del “Big Brother” in realtà è solo frutto della nostra autocritica e autosservazione, ci conferisce gli strumenti per controllarlo.
Questo ci rende maggiormente consapevoli di noi stessi poiché atteggiamento troppo e di costante ricerca di perfezione portano spesso ad altre problematiche psicologiche che rendono dipendenti dal giudizio altrui.
Lo spotlight effect può essere controllato solo se si è consapevoli del fatto che ognuno di noi è concentrato sulla propria vita e non su quella altrui, quindi non osserva gli altri. Ridimensionare l’idea di essere sempre al centro dell’attenzione ci rende meno ansiosi, e minimizzare le nostre azioni ci consente di ridimensionare anche il giudizio altrui, che spesso non esiste.
A cura di
Agnese Piana
