Pubblicato nel 1985, Il racconto dell’Ancella di Margaret Atwood è una distopia che per le donne statunitensi nel 2017 ha rischiato di diventare realtà
In Italia il diritto all’aborto è stato conquistato il 22 maggio 1978 con l’approvazione della Legge 194. La lotta che ha portato alla sua approvazione è stata lunga e spesso messa in discussione. Nel 1981, con il referendum promosso dal Movimento per la Vita, si è cercato di abrogare quella legge duramente conquistata.
In molte parti del mondo, però, ancora oggi l’aborto rimane illegale e spesso punito con pene gravissime. Molte donne sono costrette a ricorrere a metodi clandestini e a mettere in pericolo la loro vita per esercitare un diritto fondamentale.
La società gileadiana
Nel romanzo di Atwood, in quello che si può inquadrare come Nord America, viene creata una società militare, teocratica e patriarcale guidata da uomini, definiti Comandanti. Qui, tutte le donne fertili vengono strappate alla propria famiglia per diventare Ancelle. Il ruolo fondamentale di queste donne vestite di rosso e con una cuffietta bianca che gli copre il volto è quello di ripopolare la società, di fare figli.
Private del loro nome e costrette a subire dei veri e propri stupri legalizzati, chiamati “la Cerimonia”, le Ancelle vengono assegnate al Comandate, il loro legittimo proprietario, da cui prendono il nome (ad esempio Offred, di Fred). Il loro compito è quello di “donare” ai capi della società e alle loro mogli infertili un erede. Raggiunto questo obiettivo vengono allontanate dal bambino e dalla famiglia e assegnate ad un nuovo Comandante e l’incubo ricomincia da capo. A Gilead l’aborto è punito con la morte, la ribellione è violentemente repressa e la libertà delle donne insistente.
La simbologia dell’Ancella negli USA
A rendere “Il racconto dell’Ancella” una paura reale è stata la coincidenza tra l’uscita dell’omonima serie televisiva prodotta da Hulu e la prima elezione di Trump nel 2017, caratterizzata da una politica fortemente anti-abortista e da esclamazioni sessiste. L’arrivo al potere del nuovo presidente statunitense ha riacceso il dibattito su un diritto fondamentale duramente conquistato dalle femministe: l’aborto libero e sicuro.
Scese in piazza contro le politiche trumpiane, le sfilate delle Ancelle in ogni parte degli Stati Uniti hanno riscontrato un interesse mediatico dalla portata internazionale, ispirando donne di tutto il mondo ad unirsi sotto lo stesso simbolo. In grado di rompere le barriere nazionali, linguistiche e culturali, quindi, l’Ancella ha assunto un potere politico deciso e ha lanciato un messaggio chiaro: non ci priverete mai dei nostri diritti. Il potere dell’Ancella risiede nel suo essere immediatamente riconoscibile: se vedi un’Ancella sai cosa sta succedendo.
Unite attorno ad una cuffia bianca e ad un abito scarlatto, le femministe di tutto il mondo non si sono arrese di fronte al timore che la società contemporanea potesse diventare quella creata da Atwood. Con cori che “schernivano” il motto del presidente Trump, “make America great again“, le Ancelle sono scese in piazza con cartelli che recitavano “make Margaret Atwood fiction again”.
Mobilitazione fisica e digitale
Dagli Stati Uniti all’Australia in ogni parte del mondo le piazze si sono tinte di rosso. Tra le manifestazioni più eclatanti ricordiamo l’invasione da parte delle Ancelle del Senato di Texas e Ohio per contrastare una legge sull’aborto. Così come la protesta a Zagabria contro la mancata ratifica della Convenzione di Istanbul nel 2018. Ma anche la manifestazione a Verona contro la mozione anti-aborto proposta da Sborina e quella contro il Ddl 735 proposto da Pillon nel 2018.
La lotta fisica nelle piazze, però, è stata accompagnata da una “guerra” digitale. Il nascente movimento #MeToo, infatti, ha riscritto le leggi della lotta femminista, aprendo le porte della battaglia anche ai social media. Tra meme volti a criticare Melania Trump, chiamata Ofdonald con l’obiettivo di sottolineare la sua “sottomissione” alle politiche del marito, e l’hashtag #ResistSister lanciato dalla stessa casa di produzione Hulu in occasione dell’uscita della seconda stagione e poi ripreso dalle femministe, l’intero mondo mediatico, dai giornali, ai notiziari, ai social media, parlava delle Ancelle.
Con un arisonanza mediatica così ampia voltarsi dall’altra parte era impossibile. Sulla scia del #MeToo che ti invitava a trovare il coraggio di condividere la propria storia, sempre più donne si sono unite alla “resistenza”. Se con il #MeToo la storia di una diventava di tutte, se il dolore veniva collettivizzato, con l’Ancella la lotta di tutte dipendeva dal singolo.
Dal 2022, con la sentenza della Corte Suprema Dobbs v. Jackson, negli Stati Uniti non esiste più una legge federale che garantisca il diritto all’aborto. Ogni singolo stato è ora libero di regolamentarlo. In Texas, Alabama, Arkansas, Kentucky, Louisiana, Sud Dakota, Tennesse, Missouri, Wyoming e Oklahoma l’aborto è vietato, senza alcuna eccezione per i casi di violenza sessuale. La lotta non è ancora finita.
a cura di
Giulia Focaccia
