“Redpilled” è un termine che, assieme al neologismo “incel” sta diventando sempre più famoso (o famigerato). Vediamolo nel dettaglio e capiamo da dove è nato
Il termine “redpilled” ha origine dalla celebre trilogia cinematografica Matrix. Ricorderete tutti la scena in cui il protagonista Neo deve scegliere tra la pillola rossa e la pillola blu.
Ecco, la prima rappresenta la verità e la conoscenza che anche se dolorosa ti rende consapevole della realtà che ti circonda. La seconda invece simboleggia la scelta di rimanere nell’ignoranza.
In un libro del 2022 di Marco Crepaldi dal titolo “Il fenomeno degli incel e la Teoria Redpill” vengono analizzati i due fenomeni, dove un “redpilled” ovviamente in senso figurato, è un soggetto che si è svegliato e ha preso coscienza di una presunta realtà nascosta, quasi sempre in ambito sociale o politico.
Anche i redpilled come gli incel inoltre, fanno parte della “manosfera” e di quegli estremismi misogini di cui, tra i tantissimi altri, si è occupato anche Der Spiegel nel 2021.
Importante notare come queste idee vengono diffuse e condivise attraverso le echo chambers online, dove il confronto avviene esclusivamente tra individui con idee simili, rafforzando narrazioni polarizzate.
Ma come vedono il mondo i “redpilled”? Quali sono le tematiche che li accomunano e quanto sono diffusi?
Francamente, più mi addentro in questo mondo più ne rimango affascinata. Fascinazione in termini di ricerca sociologica, s’intende.
La visione del mondo redpilled
Nel contesto moderno, fuori da “Matrix” per intenderci, chi si definisce redpilled sostiene di aver acquisito una comprensione più profonda e critica della società, delle dinamiche di genere e delle relazioni interpersonali rispetto alla maggior parte delle persone.
Ma questa visione per così dire “illuminata” si accompagna anche ad un forte scetticismo che sfocia spesso in ostilità verso il femminismo, il progresso e alle strutture sociali esistenti.
E in questo hanno molto in comune con gli incel, che vedono il femminismo come una degenerazione.
Alla base di questa ideologia si trovano alcune convinzioni chiave:
- Le norme sociali esistono per manipolare e limitare la consapevolezza individuale
- Tra uomo e donna il modello di rapporto deve essere rigido, seguendo i ruoli tradizionali
- Gli uomini si focalizzano sul ricevere ammirazione e rispetto cosa che arriva tramite il successo, la forma fisica e la ricchezza economica
- Il femminismo ha alterato gli equilibri di potere a svantaggio degli uomini
- I media, la società e il sistema educativo sono un inganno collettivo
La psicologia dei redpilled e le dinamiche di genere
Dal punto di vista psicologico, molti uomini che si identificano con questa ideologia condividono sentimenti di rabbia, frustrazione e perdita di potere. Tutte dinamiche che generano un circolo vizioso di alienazione e isolamento e che di conseguenza amplificano l’ostilità.
La rabbia e il senso di perdita del potere, tradizionalmente associato alla mascolinità, nascono per colpa del femminismo, causa della trasformazione sociale, da cui scaturisce un desiderio di controllo gerarchico, dove le donne devono essere subordinate all’uomo.
L’aggressività viene così giustificata e il fantomatico “maschio alfa” diviene un punto di riferimento. Naturalmente, gli uomini che non condividono questi valori vengono disprezzati.
E’ così che le relazioni tra i sessi vengono vissute seguendo i principi dell’acronimo “LMS” che sta per Look, Status, Money, dato che le donne sono sempre alla ricerca di partner migliori in termini di bellezza e successo.
Ed è da qui che nasce la teoria, ritenuta valida anche dagli incel, dell’80/20, dove le donne sono interessate solo a quel 20% di uomini di successo, escludendo tutti gli altri.
Se non è misoginia questa.
Conclusioni
Questo fenomeno mi turba molto ed è grazie al mio fidanzato (figura potenzialmente disprezzata dai redpilled e incel) che ne ho scoperto l’esistenza. Tuttavia, l’entità e la portata, le sto scoprendo ora dal momento che me ne sto interessando.
Rimane di importanza cruciale approfondire la tematica, capire come si evolve, seguirne le dinamiche, poiché nel tempo sarà sempre più probabilme osservare un ribaltamento estremo di tutto quello che negli anni si è raggiunto.
Di una parità ancora lontana, tra uomo e donna, che a fatica le donne del secolo passato sono riuscite a far partire.
Ed è oltremodo dannoso per gli stessi uomini: se da un lato offre una via veloce, una scorciatoia per sentirsi parte di qualcosa in questo periodo di enorme difficoltà per l’uomo, dall’altra parte contribuisce ad alimentare le divisioni secondo i dettami degli stereotipi
In fin dei conti, è proprio l’uomo a perderci.
Sara Alice Ceccarelli
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