Misteri volanti, nei cieli italiani, sì, ma soprattutto negli USA e in Gran Bretagna. Quando è iniziato tutto?
Venivano chiamati UFO i presunti oggetti volanti non identificati avvistati nei cieli di tutto il mondo, con una larga maggioranza in Gran Bretagna e negli Usa. L’acronimo nacque dieci anni dopo il famoso incidente di Roswell del 1947, coniato dall’Aeronautica Militare degli Stati Uniti doveva sostituire il vecchio termine giornalistico “disco volante”.
In Italia venne introdotto ufficialmente dal linguista e storico della lingua Bruno Migliorini nel 1963, catalogandolo come neologismo.
Dal 2020 gli enti governativi che più di ogni altro possiedono informazioni su questo fenomeno, Pentagono e Nasa, decisero di mutare la dicitura da UFO (Unidentified Flying Object) a UAP (Unidentified Anerial/Anomalous Phenomena).
La motivazione ufficiale sarebbe che il termine UFO era ormai entrato prepotentemente nell’immaginario collettivo portandosi dietro legami troppo stretti con il mondo sensazionalistico della fantascienza e la nuova terminologia servirebbe per avere un approccio più scientifico e privo di preconcetti.
Gli avvistamenti e ciò che ne segue
L’articolo odierno si concentrerà sugli avvistamenti e gli avvenimenti relativi a questo particolare fenomeno che hanno come fulcro la nostra penisola. Sarà necessario tener conto però di ciò che sta avvenendo negli Stati Uniti d’America poiché il contesto storico, geopolitico, economico e culturale lega indissolubilmente il nostro paese con il grande impero d’oltreoceano.
A partire dagli anni 90’ diversi ricercatori apparentemente indipendenti hanno evidenziato come parecchi ex addetti ai lavori nei settori governativi classificati come tra i più sensibili, abbiano lentamente iniziato a rilasciare interviste su presunte operazioni militari segrete aventi come oggetto il recupero e lo studio di apparecchiature tecnologicamente avanzate di matrice non umana.
Il cambio di paradigma è avvenuto però soltanto nel giugno del 2021 quando il Pentagono ha rilasciato un rapporto contenente l’analisi di 144 osservazioni registrate dal personale militare tra il 2004 e il 2021. Solo per uno di questi video è stato possibile trovare una spiegazione accettabile riguardante un tipo particolare di pallone sonda, gli altri 143 rimangono ad oggi non spiegati.
Un’ulteriore accelerazione alla politica della “disclosure sugli Uap” è stata confermata dal rilascio di 127 file l’8 maggio 2026 e da altri 64 il 22 maggio. Queste due disposizioni governative giungono dopo diversi anni di interrogazioni congressuali in cui senatori e deputati, sia repubblicani che democratici, hanno preso in carico testimonianze attendibili di ex addetti ai lavori negli apparati militari e le questioni venute a galla sono estremamente affascinanti, ma impongono riflessioni non indifferenti sullo stato delle cose.
La prima storia “aliena” d’Italia
Durante una di queste sessioni nel congresso americano nel 2023, uno dei testimoni chiave, l’ex ufficiale dell’intelligence e veterano dell’aeronautica David Grusch, ha portato per la prima volta fuori dai confini nazionali e dalla nicchia degli esperti un avvenimento che, se supportato da ulteriori conferme, avrebbe dell’incredibile.
Il 13 giugno del 1933, a metà strada tra i comuni di Magenta e Vergiate, si sarebbe schiantato al suolo un velivolo denominato nei riscontri documentali come aeronave. Le autorità dell’epoca avrebbero immediatamente isolato l’area dando disposizione alla stampa, tramite l’Ovra, di trattare l’accaduto come se fosse avvenuta la caduta di un meteorite.
La reazione del regime fascista sarebbe stata sostanzialmente identica a quella di qualsiasi altro governo che abbia avuto a che fare con questo tipo di fenomeni, ovvero improntata alla massima segretezza e alla creazione di un organo governativo riservato che se ne sarebbe dovuto occupare, il Gabinetto RS/33.
Dopo la fine del conflitto sul suolo italico, gli occupanti statunitensi avrebbero intessuto una collaborazione d’intelligence con i servizi di Città del Vaticano e proprio grazie alle informazioni di questi ultimi sarebbero riusciti ad entrare in possesso del velivolo e del presunto equipaggio
L’incontro con il presidente della Repubblica
Un particolare incontro con gli alti ranghi del potere italiano fu quello che coinvolse l’allora presidente della repubblica democristiano Antonio Segni, il 20 agosto 1963.
Quel giorno, la berlina presidenziale si fermò con il motore acceso davanti all’ingresso della tenuta di Castelporziano, a Roma. A pochi centimetri dal tetto del veicolo sostò un velivolo discoidale stimato in circa 20 metri di diametro ed entrambi i passeggeri ebbero modo di vederne nitidamente la forma.
La testimonianza, proveniente dall’autista del presidente, fu descritta come viva e immediata, ma rimase occultata ufficialmente per un certo riserbo istituzionale.
Secondo i racconti, l’episodio attirò l’interesse sia dei servizi segreti italiani che di quelli statunitensi, alimentando la curiosità sulle dinamiche di riservatezza dei contatti tra apparati d’intelligence e vertici politici.
Le fonti di riferimento indicano il Corriere della Sera come uno dei primi reporter dell’evento inserendolo nel ampio contesto sulla questione ufologica italiana dei primi anni repubblicani.
La visita al Pontefice
Nell’estate del 1961 nei giardini pontifici di Castel Gandolfo, Monsignor Loris Capovilla, segretario di Papa Giovanni XXIII al secolo Angelo Roncalli, incontrò una presenza misteriosa durante una passeggiata insieme al pontefice.
Per più di vent’anni Capovilla serbò il segreto di quest’incontro finché nel 1985 decise di condividere l’accaduto e la notizia, ripresa dal quotidiano inglese The Sun e che fece presto il giro del mondo.
Capovilla racconta che luci colorate apparvero nel cielo, una di esse si staccò dallo stormo e atterrò a pochi passi da loro, da essa emerse una figura avvolta nella luce descritta come assolutamente umana, ma con un particolare alone luminoso.
Il vescovo di Roma avrebbe parlato con l’essere per una ventina di minuti circa senza che il segretario non sentì alcuna voce, ma riferisce che i due gesticolavano e che l’incontro si concluse con la ripartenza dell’entità verso il cielo con il suo mezzo di trasporto che venne descritto dal segretario come una vera e propria astronave.
Dopo l’incontro, Giovanni XXIII, si rivolse a Capovilla con le lacrime agli occhi parlando dell’amicizia tra i popoli affermando che “i figli di Dio sono dappertutto.
Anche se a volte abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri stessi fratelli”.
Il Monsignore non volle mai più tornare pubblicamente sull’avvenimento, ma non fu certo l’unica volta che dalla Santa Sede trapelarono simili voci poiché anche Papa Pio XII avrebbe visto un Ufo (Uap) nei Giardini Vaticani nel 1950, descrivendolo come un oggetto argentato con fasci di luce multicolore.
Conclusione: mutazione graduale dei dogmi e dei paradigmi
I cambi di terminologia, da Ufo a Uap, riflettono non solo l’evoluzione del lessico, ma anche un tentativo di approcciare il tema in modo più rigoroso e meno spettacolare.
I casi italiani descritti sono stati presi in esame non tanto per la loro popolarità, ma perché tutti e tre non sono avvenuti in contesti di dubbia e infondata provenienza, ma hanno avuto tra i protagonisti vertici del potere italiano che come le controparti statunitensi hanno fatto trapelare solo dopo anni alcuni dettagli degli avvenimenti.
Per la società civile, a livello di implicazioni, restano sul tavolo l’introduzione di file e rapporti ufficiali che incoraggiano discussioni, prospettive di ricerca e classificazione di metodologie e criteri di verifica e un non indifferente impatto culturale che ha come sempre il solito pioniere dell’incredibile Steven Spielberg con il suo film Disclosure Day, in uscita nelle sale italiane il 10 giugno 2026.
In chiusura, se per l’analisi degli Uap è stato reso pubblico che sia questione di stato e sicurezza, resta centrale l’attenzione alla verifica, al rigore scientifico e alla comunicazione chiara e veritiera.
Guardando avanti la speranza è che l’era delle rivelazioni possa continuare sulla strada intrapresa e che anche per altri argomenti estremamente problematici si riesca ad avere sempre più chiarezza, credendo e sperando nella responsabilità civile e morale di tutti noi.
A cura di
Samuele Baldinini
