Oggi la FOMO sembra investire le vite di moltissime persone. Vivere con la costante paura di perdersi qualcosa accresce ansia e paranoie, ledendo l’interiorità e la nostra vita quotidiana
La FOMO, fear of missing out, cioè la paura di perdersi qualcosa, è un fenomeno sociale sviluppatosi negli ultimi anni in seguito al crescente utilizzo della tecnologia e dalla iperconnessione che ha portato con sè.
Questa condizione consiste nella “paura di non partecipare” e quindi di perdersi un’esperienza piacevole o gratificante vissuta invece da conoscenti o amici. Questa paura della non partecipazione è sinonimo di una condizione per cui la persona che la sperimenta si sente inferiore rispetto a coloro che hanno fatto esperienza di qualcosa di più rispetto a lui.
La ricerca della pienezza
La FOMO porta alla sensazione e alla convinzione che gli altri stiano vivendo una vita più appagante della nostra. Facendo credere che sia necessaria una costante presenza sociale per definire la propria vita piena e degna di essere vissuta, quindi una costante connessine e condivisione della propria quotidianità.
Nonostante anche gli adulti ne possano essere colpiti, oggi, la FOMO riguarda per la maggioranza i giovani che temono di perdersi delle esperienze che i loro coetanei stanno vivendo e quindi di non risultare parte di un gruppo. La partecipazione, nella società moderna, è infatti considerata un tratto fondamentale della quotidianità perché riempie il vuoto che caratterizza la nostra società.
Le sue sfaccettature
La FOMO è sempre esistita, ma oggi ha una maggiore influenza sulla vita delle persone. Essa presenta due sfaccettature.
La prima è quella che la intende come frutto della costante connessione ed esposizione delle proprie vite. Nata con i social, porta i giovani a confrontare la propria esperienza con quelle degli altri, generando sovente un risultato che porta all’insoddisfazione verso la propria esistenza.
La seconda riguarda il fatto che oggi disponiamo di infinite possibilità su come spendere il nostro tempo libero e spesso ci si domanda se si è fatta la scelta migliore o se ci si sta perdendo qualcosa. Questo porta a voler fare esperienza di tutto e a farsi carico di qualsiasi situazione nuova, con la speranza che si riveli quella più adatta e giusta.
Essa si può legare a pensieri ossessivi riguardo la connessione, si presenta come il bisogno costante di essere in comunicazione con gli altri e di vivere le loro stesse esperienze. Quindi, di non perdersi nulla.
Uno sguardo diverso
Si deve tenere in considerazione che sui social spesso si tende a sovrastimare la felicità ed il successo altrui, infatti, ogni utente può decidere che cosa e in quale quantità far trapelare della propria vita così da presentarla come piena e perfetta. Tale aspetto dei social va riconosciuto, in modo da non desiderare di vivere le stesse esperienza altrui, ma di vivere secondo i ritmi e le esperienze che sono più congeniali alla formazione della nostra persona ed al nostro benessere.
La costante ansia di perdersi qualcosa sta portando la nostra società verso una dimensione di iperproduttività ed iperesperienza, che generano stress e malessere negli individui. Il costante confronto e la costante necessità di essere socialmente attivi ci rende vittime di un sistema fallato. Fatto di competizione ed apparenza. La FOMO, ancora una volta, è frutto della vetrinizzazione della nostra società, della costante esposizione della quale non riusciamo a liberarci.
Desidero concludere citando la JOFO, joy of missing out, creata per contrastare la FOMO. Essa è la gioia di perdersi qualcosa che permette di accettare la realtà per quello che è, vivendo il momento presente a pieno, secondo la pratica della mindfullness.
a cura di
Agnese Piana
