Tra restrizioni estreme e diete “fai da te”, cresce online la disinformazione sul cibo, ma per stare bene non basta guardare le calorie: serve un’alimentazione costruita su misura, che tenga conto di ciò che accade dentro il corpo, non della mera apparenza: noi di SaliceMag abbiamo intervistato la biologa nutrizionista Margherita Rupelli per fare chiarezza.
Nel dibattito sull’alimentazione che ogni giorno prende forma sui social, spesso a dominare sono numeri, conteggi e regole rigide, ma il corpo umano non funziona a colpi di semplici sottrazioni: ha bisogno di nutrienti precisi per garantire energia, equilibrio ormonale, buona funzionalità metabolica e salute a lungo termine.
Proteine, carboidrati, grassi, fibre, vitamine e minerali non sono elementi intercambiabili, né tantomeno sacrificabili; sono i pilastri che permettono al nostro organismo di crescere, rigenerarsi e mantenere attivi i processi vitali.
Eppure, parallelamente alla maggiore sensibilità verso il benessere, proliferano online comunità e contenuti che promuovono pratiche estreme, come quelle su Discord della cultura pro-ana, dove la dieta viene ridotta a un ossessivo controllo calorico per vedersi come ci si immagina.
Per capire cosa succede davvero al corpo quando lo si priva dei nutrienti fondamentali e perché una dieta personalizzata resta l’unica via sicura per stare bene, abbiamo intervistato la biologa nutrizionista Margherita Rupelli.

Partiamo da un comportamento molto diffuso online: scegliere cosa mangiare solo guardando le calorie sull’etichetta. Perché questa non è una strategia sana?
Le calorie ti dicono soltanto quanta energia contiene un alimento, ma non che tipo di alimento è davvero. Non ti raccontano nulla sulla qualità, sui nutrienti o sulla capacità di saziarti: in pratica, non sempre ciò che ha meno calorie è anche ciò che fa meglio al tuo corpo in quel momento.
Molte persone arrivano a ridurre la loro alimentazione a uno o due cibi “sicuri”. Perché questo è rischioso?
Perché espone a un’enorme quantità di carenze nutrizionali. Ogni alimento porta con sé nutrienti diversi e tutti, in modi differenti, sono fondamentali. Limitarsi sempre alle stesse due cose significa togliere al corpo ciò di cui ha bisogno per funzionare bene.
Molti dicono: “Ma io sto dimagrendo, quindi la mia dieta sta funzionando”. Perché la perdita di peso non è automaticamente segno di salute?
Perché si può dimagrire in tanti modi, anche poco salutari. Il corpo può perdere peso se mangi troppo poco, se sei molto stressata o se stai perdendo massa muscolare. La bilancia non distingue cosa stai perdendo davvero, ed è per questo che non è il parametro migliore per capire se un percorso funziona.
A livello fisiologico, cosa succede al corpo quando si mangia troppo poco per troppo tempo?
Oltre al rischio di sviluppare carenze nutrizionali, il corpo entra in una sorta di “modalità risparmio”. Per proteggersi, abbassa i consumi energetici: ti senti più stanco, hai meno energie, aumenta la fame e alcune funzioni passano in secondo piano. Un esempio chiaro è il ciclo mestruale, che è tra le prime funzioni a essere a rischio.
Qual è la differenza tra una dieta bilanciata e una dieta fai-da-te basata solo su poche regole trovate online?
Una dieta bilanciata tiene conto di te: dei tuoi gusti, della tua salute, dei tuoi ritmi e della tua organizzazione quotidiana. Una dieta fai-da-te presa online, invece, è solo un elenco di regole uguali per tutti, spesso senza alcuna base fisiologica e che potrebbe non essere adatta a ciò di cui tu hai realmente bisogno.
Perché una dieta efficace deve includere una varietà di alimenti e non può basarsi solo su quelli “a basso contenuto calorico”?
Perché ogni alimento ti offre qualcosa di diverso: fibre, vitamine, proteine, grassi buoni e non tutti gli alimenti importanti sono necessariamente ipocalorici: pensa all’avocado o alla frutta secca. Sono più calorici, sì, ma ricchissimi di nutrienti fondamentali.
Quanto contano la qualità dei nutrienti e la distribuzione dei pasti durante la giornata per mantenere un metabolismo sano?
Contano enormemente. Non basta “quante” calorie si assumono: è importante anche capire da cosa provengono. La qualità dei nutrienti influisce su energia, sazietà, ormoni e metabolismo e distribuire i pasti in modo equilibrato durante la giornata aiuta il corpo a mantenere un ritmo regolare, evitando picchi di fame o crolli energetici.
Cosa succede al corpo quando si rimane stabilmente sotto le 600 calorie al giorno? Quali sono gli effetti reali, sia immediati che a lungo termine? Commentiamo il seguente messaggio:
Fonte Discord, gruppo pro-ana: «Non è nemmeno un vero “what I eat in a day”, ma mi piace condividere i miei piani: oggi sto a 600, domani 450, mercoledì 350, giovedì digiuno, venerdì 700 perché mangerò qualcosa da McDonald’s, sabato di nuovo digiuno e domenica 200. Mi fa sentire al sicuro avere tutto programmato.»
Sei/settecento calorie sono circa la metà del fabbisogno di un bambino di due anni, quindi è impensabile che possano bastare a un adulto. Una dieta del genere manda il corpo in allarme: gli ormoni si alterano, alcune funzioni si spengono, le energie crollano, peggiora anche il sonno. Niente funziona più come dovrebbe. Mangiare in questo modo è estremamente dannoso per la salute, sia nell’immediato che a lungo termine.
Perché alcune persone sentono il bisogno di fare digiuni di interi giorni? E cosa succede al corpo quando il digiuno prolungato smette di essere un processo fisiologico e comincia a danneggiare l’organismo? Commentiamo il seguente messaggio:
Fonte Discord gruppo pro-ana: «Stanotte ho fatto un incubo: sognavo di aver rotto il digiuno. Mi sono svegliata nel panico. Sono a 40 ore e me ne servono almeno altre otto. Lunedì voglio fare due giorni di digiuno di fila, ma domenica evito perché temo di abbuffarmi sabato mentre il mio ragazzo è da me.»
Perché per loro il digiuno diventa una forma di rassicurazione: più mangiano poco, più si sentono “al sicuro”. È vero che un certo grado di digiuno è fisiologico, quello notturno, per esempio, ma quando il digiuno si prolunga troppo non è più utile e diventa dannoso. Il corpo non riceve più ciò di cui ha bisogno, e questo può avere un impatto serio sul benessere fisico e mentale.
a cura di
Michela Besacchi
Articolo realizzato con il parziale ausilio di AI
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