Global Movement to Gaza Italia alza il tiro e querela il quotidiano “Il Tempo” per diffamazione e diffusione di notizie false. La decisione arriva in un momento cruciale, a ridosso della partenza della missione Global Sumud Flotilla, e segna una netta presa di posizione del movimento.
Il Global Movement to Gaza Italia, pur ribadendo che la libertà di stampa non è in discussione, ha voluto chiarire la propria posizione in una nota che risponde anche alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI). Il movimento spiega che le recenti decisioni sulla sicurezza, che hanno portato all’allontanamento di alcuni membri dell’equipaggio, sono state necessarie per proteggere la missione. “La flotilla è innanzitutto una comunità di attivisti, siano essi giornalisti o personalità pubbliche,” si legge nella nota, sottolineando che “le vulnerabilità e i pericoli a cui il nostro equipaggio è esposto […] obbligano a misure di sicurezza rigide.” Gli allontanamenti, prosegue il comunicato, sono stati decisi dai capitani e dagli equipaggi stessi per la violazione di regole condivise.
Il comunicato ribadisce l’obiettivo principale della missione: consegnare aiuti umanitari a Gaza attraverso un’iniziativa nonviolenta della società civile. Ogni altra esigenza, inclusa quella dei giornalisti, viene considerata secondaria rispetto al successo della missione e alla sicurezza dell’equipaggio. “Non possiamo porre le esigenze dei giornalisti al di sopra di quelle dei gazawi,” si afferma nella nota, “perché la meta è Gaza, non il racconto della missione.”
Riguardo al controllo dei documenti, il movimento specifica che si tratta di una misura richiesta dalla Capitaneria di Porto di Augusta, finalizzata a evitare possibili infiltrazioni in un’area frequentata da persone di diverse nazionalità.
Infine, sul fronte della partenza, il Global Movement to Gaza Italia fa sapere di essere in attesa di istruzioni dal coordinamento globale per sincronizzarsi con le altre partenze dalla Tunisia. Il movimento lancia un appello agli italiani a “supportare la nostra missione tenendo gli occhi puntati sul genocidio in corso e non su protagonismi e problematiche di singoli.” Viene inoltre citato un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che stima che quasi 641.000 persone a Gaza – circa una su tre – potrebbero trovarsi in condizione di carestia entro la fine del mese.
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