Gialli e thriller sono indubbiamente i generi estivi per eccellenza, quelli da leggere sotto l’ombrellone. Ma perché?
Abito a Rimini da tutta la vita e leggo tanto da che ne ho la capacità. In estate mi viene sempre una voglia incredibile di leggere una storia su un qualsiasi crimine a caso, uno dei gialli che accumulo durante l’inverno, un racconto di spionaggio e cose di questo tipo.
Inoltre, quando trascorro del tempo a leggere sotto l’ombrellone mi rendo conto che attorno a me, le persone che leggono hanno sempre un giallo in mano. Una di quelle storie in cui c’è un assassino, un delitto.
C’è una ragione profonda, quasi ancestrale sul perchè queste siano le letture predilette durante i mesi estivi, un racconto del brivido letti sotto l’ombrellone, che in qualche modo ci attrae ma ci rassicura anche.
Scopriamone i motivi.
Il crimine ci calma e sviluppa il nostro istinto di sopravvivenza
Strano, lo so, ma le storie di crimine, con i loro intrighi e le loro ombre, ci offrono in realtà un sorprendente senso di rassicurazione. Soprattutto in estate, quando cerchiamo leggerezza e spensieratezza, ci immergiamo volentieri in queste narrazioni, questo perché soddisfano il bisogno umano di dare senso al caos, sia personale che sociale.
Questo risponderebbe a quello che lo psicologo Martin Seligman chiama “preparedness theory”, quel meccanismo mentale automatico in cui il nostro cervello è programmato per riconoscere e rispondere a minacce come aggressioni o omicidi.
Seguire storie di crimini violenti diventa una sorta di simulazione mentale in un ambiente sicuro.
È come se il nostro cervello si allenasse a identificare segnali di pericolo, rendendoci meno vulnerabili nella vita di tutti i giorni. È un meccanismo che ci fa sentire più preparati, quasi “equipaggiati” per affrontare l’imprevisto.
Ma non è solo una questione di sopravvivenza, di preparazione ad eventualità che potrebbero metterci in pericolo. Il criminologo David Wilson infatti parla di “comfort epistemico”: quella sensazione di sollievo che proviamo quando riusciamo a dare un senso all’incomprensibile, a collocare il male in un contesto logico e prevedibile.
Il crimine, si sa, è l’espressione massima del disordine sociale, e analizzarlo anche solo attraverso una storia, ci permette di ristabilire una sensazione di ordine e comprensione razionale.
Empatia, giustizia e brivido controllato
C’è un potente mix emotivo che ci lega a queste storie: l’empatia per le vittime e un profondo desiderio di giustizia. La cattura del colpevole e il ripristino dell’ordine sociale ci regalano un senso di chiusura e di sollievo. Una vittoria del bene sul male proprio nel momento in cui siamo più rilassati, come quando siamo in vacanza.
Il contesto protetto poi ci permette di vivere la paura senza reali rischi attivando così circuiti cerebrali e contribuendo al nostro benessere psicologico.
Avete presente le montagne russe? La paura c’è, ma sai che non può succederti nulla.
I gialli e i thriller ci aiutano quindi a gestire le nostre paure in un contesto controllato e dando quindi, come detto in precedenza, ordine al caos, in un mondo, quello di tutti i giorni, che alle volte percepiamo come minaccioso.
Leggere o ascoltare storie di crimini permette di mettere a fuoco queste paure, trasformandole in un racconto comprensibile e quindi meno caotico. Attraverso la narrazione, il cervello simula situazioni di pericolo senza essere realmente esposto al rischio, aiutando a sviluppare strategie mentali di difesa e preparazione, riducendo così la sensazione di vulnerabilità personale.
Le storie di crimine spesso si concludono con la cattura del colpevole e il ristabilimento della giustizia, offrendo un senso di ordine e controllo che contrasta l’insicurezza e il senso di caos che possono aumentare durante i periodi di relax, come l’estate.
Tuttavia, è importante mantenere un equilibrio: un’esposizione eccessiva può aumentare ansia e paranoia, mentre un consumo moderato e consapevole può invece fornire strumenti psicologici utili per gestire meglio le proprie paure e aumentare il senso di controllo personale.
Il senso di caos nei periodi di relax
Il senso di caos aumenta durante i periodi di relax, come le vacanze estive, principalmente perché si interrompe la routine quotidiana, che per molte persone rappresenta una sorta di “schermo protettivo” attenuato dalla ripetitività della vita di tutti i giorni che funge da fonte di stabilità emotiva.
In estate infatti si perdono le abitudini rassicuranti come la routine giornaliera che è fatta di azioni familiari che fanno percepire controllo e sicurezza, che vengono a mancare in vacanza, perdendo il contatto con ciò che si conosce.
Per alcuni questo senso di caos può anche essere associato al cambiamento di luogo e orari e all’abbandono della propria casa, la base sicura, contribuendo ad un crescente senso di vulnerabilità.
Non dimentichiamo anche che fonti di stress possono anche essere situazioni che in linea generale sono associate a momenti positivi: il passare più tempo con partner e famiglia, cosa che durante la routine non avviene può far scaturire tensioni e stress emotivi, così come l’ansia da prestazione del dover per forza “staccare la spina”.
Il giallo come lettura estiva
Gialli e i thriller sono le letture estive per eccellenza perché offrono un mix perfetto di evasione, intrattenimento e rassicurazione proprio quando cerchiamo relax e distacco dalla routine quotidiana.
Il giallo mentre soddisfa il desiderio di vedere ristabilito un equilibrio, la vittoria della giustizia sul disordine e sulla violenza è un vero e proprio piacere intellettuale: il lettore è coinvolto in un gioco mentale cercando di risolvere enigmi e puzzle insieme all’investigatore, una sfida stimolante ma leggera, ideale per le vacanze.
Infine, la tradizione culturale e il mercato editoriale promuovono i gialli come la lettura “da spiaggia” per eccellenza, consolidando l’abitudine di portarli in vacanza.
Avreste mai pensato che un avvincente giallo sotto il sole estivo non fosse solo intrattenimento ma una combinazione di stimolazione mentale e rassicurazione emotiva?
Sara Alice Ceccarelli
