Il workaholism, in italiano dipendenza dal lavoro, si manifesta in una condizione in cui il lavoro prende il sopravvento sulla vita privata
Quando il lavoro si fa centro dell’esistenza di una persona si parla di workaholism. Il lavoro, così, si trasforma in una forma di dipendenza per sfuggire dalle difficoltà e dalla tristezza.
La dipendenza dal lavoro si manifesta come uno svolgimento compulsivo e incessante della propria attività lavorativa per tempi prolungati e senza pause. Con effetti dannosi sulla salute fisica e mentale di chi ne soffre. È una delle tante forme di disfunzione comportamentale – in questo caso viene utilizzato il lavoro per sfuggire da emozioni negative.
Il perfezionismo, la bassa autostima e una rigidità cognitiva favoriscono lo sviluppo del workaholism. Inoltre, anche un’esposizione ad un ambiente familiare nel quale il lavoro viene ritenuto fondamentale può favorire lo sviluppo di tale dipendenza.
Il workaholism può essere caratterizzato da sintomatologie sia psicologiche che comportamentali, generando alti livelli di stress, irritabilità e scatti di rabbia.
La società e il lavoro
Nell’epoca contemporanea il workaholism potrebbe essere collegato alla concezione moderna della realizzazione del sé, della brama di successo e del costante e incessante bisogno di diventare qualcuno e di realizzarsi.
Lavorare impiega mente e anima, e quindi può diventare una malattia dell’anima, cioè una droga. Così, ci sono anche i drogati: i workaholic.
Negli ultimi anni il lavoro è mutato completamente. Se da un lato la pratica dello smart-working permette di lavorare comodamente da casa, dall’altra mette in stretta relazione le due sfere della vita privata e del lavoro. Si crea così una connessione profonda tra le due, la casa diventa luogo di lavoro e il luogo di lavoro diventa casa. Qui si mescolano tempo libero e tempo d’ufficio e spesso sperarli risulta impossibile.
L’iperconnessione e i suoi pericoli
L’iperconnessione ha un forte impatto sulla dipendenza dal lavoro. Continue e-mail, telefonate e messaggi da gruppi di lavoro e clienti rendono difficile poter sconnettersi dalle mansioni lavorative anche quando non si dovrebbe star lavorando.
Specialmente se il telefono aziendale è anche quello personale. Spesso, infatti, si tende a tenere lo stesso numero per cari e amici, e per clienti e colleghi.
In una società nella quale la maggior parte della comunicazione si svolge online grazie agli smartphone, non avere la possibilità di separare amici e famiglia da colleghi e clienti nella dimensione virtuale, risulta come vivere nel proprio ufficio.
La necessità di un equilibrio
Oggi, in un mondo del lavoro competitivo e in constante richiesta di performance più elevate, c’è bisogno di sviluppare una work-life balance.
Affrontare il workaholism significa ricostruire un equilibrio tra vita privata e lavoro, significa cercare di costruire un ambiente di lavoro che sia sano e che rispetti i bisogni fisiologici delle persone.
Oggi c’è bisogno di ritrovare il piacere di avere del tempo libero che non sia dettato da scadenze, mail e chiamate. C’è la necessita di ristabilire l’ordine delle proprie priorità in cui il benessere mentale e fisico devono stare al primo posto. Solo così si può ridurre la pressione del lavoro sulla vita privata, riscoprendo cosa significa avere tempo per sé.
a cura di
Agnese Piana
