(Adnkronos) – “Patrioti iraniani, continuate a protestare – occupate le istituzioni!!!”. Questo l’appello del presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social, in cui ha esortato i manifestanti a “salvare i nomi degli assassini e degli abusatori”, che “pagheranno un caro prezzo”.
Il leader Usa ha poi annunciato di aver “cancellato tutti gli incontri con ufficiali iraniani fino a quando non cesserà l’uccisione insensata dei manifestanti” e ha assicurato i “patrioti” iraniani che “gli aiuti sono in arrivo”.
Secondo il sito Internet dell’opposizione ‘Iran International’, sarebbero almeno 12mila le persone che sono state uccise durante la repressione delle proteste. Si tratta del ”più grande massacro nella storia moderna dell’Iran”, afferma il sito spiegando che la maggior parte dei manifestanti è stata uccisa in due notti consecutive, l’8 e il 9 gennaio. Il bilancio delle vittime è stato ottenuto con testimonianze e rapporti sul campo, con ”prove e resoconti” accurati esaminati dal comitato editoriale di Iran International, si legge sul sito.
“Il Governo italiano segue con forte preoccupazione la situazione di questi giorni in Iran e le notizie che stanno giungendo circa i numerosi morti tra i manifestanti. L’Italia chiede alle Autorità iraniane di assicurare il rispetto dei diritti del popolo, incluso quello di espressione e di pacifica assemblea, e l’incolumità di chi manifesta nelle piazze”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi. “Insieme ai partner europei e del G7, il Governo italiano continua a lavorare per una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni di libertà e parità di diritti del popolo iraniano”.
Intanto Italia, Spagna, Germania e Regno Unito hanno convocato gli ambasciatori iraniani per protestare contro le violenze. “Ho fatto convocare al ministero degli Esteri l’ambasciatore dell’Iran”, ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo alla Camera. “Il valore della libertà è il presupposto per la nostra azione di governo. Quella libertà – ha sottolineato Tajani – per cui da giorni uomini e donne iraniane si stanno battendo nelle strade e nelle piazze pagando un altissimo prezzo di sangue, sofferenza, carcerazioni e probabilmente di torture. Tutto questo è assolutamente inaccettabile. Noi – ha ricordato – abbiamo sempre mantenuto in Iran una presenza discreta, attenta a non far venire meno il dialogo, sempre importante anche con regimi lontani da noi. Ma dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con violenza i suoi stessi cittadini”.
La Spagna ha convocato l’ambasciatore iraniano a Madrid per esprimere “forte ripudio e condanna” della repressione delle proteste che, secondo i gruppi per i diritti umani, ha causato centinaia di morti, ha affermato il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares. “Il diritto degli uomini e delle donne iraniane a protestare pacificamente, la loro libertà di espressione devono essere rispettati” e “gli arresti arbitrari devono cessare”, ha dichiarato Albares.
Il ministero degli Esteri di Berlino ha convocato l’ambasciatore iraniano esortando Teheran a “porre fine alle violenze contro i suoi concittadini e a rispettare i loro diritti”. “Le azioni brutali del regime iraniano contro la sua stessa popolazione sono scioccanti”, ha aggiunto il ministero in un messaggio postato su X.
La ministra degli Esteri del Regno Unito, Yvette Cooper ha convocato l’ambasciatore iraniano a Londra per chiedere conto della violenza contro i manifestanti in Iran. “In base agli ultimi rapporti, il ministro per il Medio Oriente, su mio incarico, ha convocato l’ambasciatore iraniano per sottolineare la gravità del momento e chiedere all’Iran di rispondere sugli orribili episodi di cui veniamo a conoscenza e che hanno provocato migliaia di morti”, ha dichiarato Cooper alla House of Commons.
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